sabato 26 settembre 2009

Una partita. Questa volta di calcio.



Chi ha visto Genoa-Juventus ha visto una partita di calcio vera, fatta di corsa e tecnica, di grinta e tocchi, di tattica e improvvisazione. Forse la partita più bella in questo avvio di campionato. Merito di Gasperini, uno che non cerca il risultato, ma semmai il modo per ottenerlo. Merito anche di Ferrara (Gasperini si riferiva proprio a lui alla vigilia, altro che chiacchere), che aveva tanto da perdere, ma ha rischiato come se avesse solo da guadagnarci e che se avesse potuto schierare Chivu e Samuel invece di Grosso e Legrottaglie avrebbe portato a casa i tre punti e il primato. Chi ha visto la gara si è potenzialmente riconciliato con il calcio italiano dopo qualche schifezza di coppa o dopo partite come Udinese - Milan. Speriamo che dopo non abbia dato uno sguardo a  qualche programma di approfondimento o letto qualche giornale, perchè ci avrebbe trovato quasi esclusivamente discorsi sugli arbitri, sui fuorigioco sbagliati, sui sorteggi integrali, sulle astinenze di Amauri (gli attuali critici sono ovviamente gli adulatori di nemmeno un mese fa) e su tutte queste fesserie. Ho sentito anche qualcuno che continua a sottolineare lo strepitoso momento di buona forma di Iaquinta. Peccato che duri da 3 anni che forse non si tratti di questioni di forma, ma di sostanza, di qualità, ossia quella cosa che non possiede uno come Poulsen, tanto per fare un nome. Il giornalismo sportivo italiano ha davvero qualche problema. Il dramma più recente è il silenzio di Mourinho, immaginate un po’ a che livello siamo. Quando parla gli consigliano di tacere, quando spegne i microfoni lo aspettano e lo invocano, per poi chiedersi come faccia a coltivare un ego tanto smisurato.
P.S.1. Il Milan di Marsiglia non è mai esistito, esiste solo quello di Leonardo, ossia quello che potrebbe non riuscire a centrare il quarto posto.

P.S.2. L’Inter si è allenata contro il Napoli, il vero test sarà stasera. De Laurentis sta facendo un casino che la metà sarebbe bastato. Donadoni anche, ma solo di riflesso.
P.S. 3. Candreva continua a fare sfraceli, valo lo stesso discorso fatto da Giovinco e Di Natale: "Ad essere brasiliani...". Magari con i dentoni sporgenti, aggiungerei io...


martedì 22 settembre 2009

La dura legge delle Coppe



Il Milan vince, ma non mi vengano a dire che ha giocato una bella partita. Il Milan non gioca una bella partita da molto tempo, oppure vuol dire che il concetto di bello non solo è oggettivo, ma svalutato. Anche la Juventus vince, ma lo deve unicamente a Buffon, non certo al suo gioco irresistibile che non si èancora visto. Poi c’è l’Inter, indecente in quel di Cagliari coem le capita spesso di essere, salvata dai miracoli di Milito e dagli errori dei sardi. Chiudiamo con Genoa e Fiorentina che si fanno asfaltare come non accadeva da tempo e con la Lazio, che contro le “piccole” sembra non averne voglia. Della serie, quanto è lontana Pechino, in tutti i sensi. Si salva solo la Roma, che di certo poteva solo migliorare rispetto alle sue recenti prestazioni. Il bilancio è presto stilato, delle sette italiane impegnate nelle coppe, i soli giallorossi hanno giocato una partita di livello, le altre hanno stentato o in ogni caso non hanno convinto e nel peggiore dei casi sono state sconfitte sonoramente. La formula empirica sarebbe quindi la seguente:

partita di coppa infrasettimanale = pessima partita domenicale.
Ci potrebbe stare e va da sé che gli impegni europei possano portare fatica e scarsa concentrazione, ma perché questo esperimento ripetuto a Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Monaco da spesso risultati opposti? Abbiamo bisogno di inventarci una scusa, oppure il problema è reale?

Potrebbe essere che le ragioni che portano le italiane a offrire scarse prestazioni in coppa, sono le stesse che poi le costringono a offrire spettacoli modesti alla ripresa del campionato? Cosa ne pensate?

P.S. 1 Galliani ha ragione quanto chiede più impegno in coppa (specie nella competizione inferiore) per evitare di perdere il quarto posto in Champions ad appannaggio della Germania, anche perché sa bene che raggiungere il quarto posto potrebbe essere complicato.In definitiva Lazio, Genoa e Roma dorebbero affrontare la Europa Cup mettendoci più impegno di quello che ci mise il Milan lo scorso anno.


P. S. 2 Moratti parla di razzismo, ma quella dei cagliaritani nei confronti di SuperMario miè sembrata solo paura e antipatia. Balotelli fa incazzare il pubblico avversario e a volte anche quello amico, solo che le reazioni sono esagerate e inopportune. Questo non vuol dire che non esista il problema razzismo negli stadi, quello c’è come nel resto del paese ed è anche grosso.

P. S. 3 Greguggi  ha lascia il posto a Conte, e chissà che Donadoni non lasci il proprio a Delio Rossi altrettanto a breve. La situazione di Bergamo non l’ho capita, mentre quella di Napoli è più chiara: c’è un casino generalizzato e diffuso, c’è tanto casino quanto talento insomma.

domenica 20 settembre 2009

Che pena mi fai...

Lo ha fatto ancora, lo fa sempre e lo rifarà qualora dovesse servire. Tirare su un polverone assurdo e assolutamente gratuito, a costo di dover sparlare dei genitori o della moglie e pur di non ammettere i limiti suoi e della sua squadra. E cosa fanno quelli? Lo stanno ad ascoltare, lo cercano, lo sfidano, lo cazziano e poi ci scrivono un bel pezzo, se non due o tre. Dovrebbero invece disertare le conferenze stampa, lasciarlo solo nei suoi deliri, evitare di parlargli nei post partita, cercare solo i suoi giocatori. Tanto non dice mai niente di utile o che abbia a che fare con il calcio, quindi che senso ha? Oppure serve a qualcuno questo Mourinho?

Ieri il Barca ha asfaltato per 5-2 l'Atletico Madrid, reo di aver affrontato a viso aperto la squadra più forte del mondo. Una disfatta, la seconda in due anni (lo scorso anno aveva beccato un 6-1). Mourinho ha evitato questo, perfettamente conscio di non avere la capacità e le conoscenze minime per fronteggiare il Barca, se non con un catenaccio d'annata. Non ce lo dirà mai, ma tanto lo sappiamo già.

La Juve era priva di parecchi titolari e priva di un gioco, ma aveva questo Buffon, un altro del quale Ranieri lo scorso anno non ha potuto disporre. Il Livorno avrebbe meritato il pari, ma Gigi ha salvato il risultato ogni volta. Finché dura…

Il Napoli è disordinato e pieno di gente svogliata, mentre Donadoni pare predicare nel deserto. Se passi tutta la partita ad indicare invano la posizione a Lavezzi, forse c'è qualcosa che non quadra e questo qualcosa non è certo di natura tattica.

venerdì 18 settembre 2009

Sbilancio di Coppa.

Erano 7 le italiane impegnate in coppa tra Champions ed Europa League. Dei 21 punti in palio in tutte le gare, hanno saputo o potuto raccoglierne solo 8, con 2 vittorie e 2 pareggi molto sofferti. Solo Inter e Fiorentina avevano compiti oggettivamente difficili, per le altre tutte gare abbordabili o comunque non impossibili e nonostante questo ha risposto bene solo il Genoa. C'è qualcosa che non va, oppure è solo un caso? Il nostro tasso tecnico è davvero così basso, o ci sono problemi di altra natura, che magari riguardano la mentalità e il modo di preparare le gare? Come se ne esce?

giovedì 17 settembre 2009

Brividi (di paura) da Champions

L'Inter da Champions dura quasi un tempo. Un tempo, il primo, durante il quale la squadra di Mourinho ha giocato con buona pressione, sufficiente tenuta del campo pur senza esaltare e a costo di qualche rischio, ma contro i campioni in carica ci stà . Ha dato almeno l'impressione di poter creare dei fastidi al Barcellona, che ha la sola grande colpa di essersi accontentata, di non aver cercato il gol con rabbia, quasi non fosse poi così indispensabile. 
Poi il buio.
Nel secondo tempo il crollo, solo catenaccio, difesa bassa, reparti scollegati, tutti dentro la propria area a guardare Messi e compagni mentre facevano girare la palla e creavano palle gol senza nemmeno troppa cattiveria. Praticamente graziati. Lo spettacolo è stato triste, perché ancora una volta si è vista quella sudditanza, quel timore e quella riverenza che una pretendente alla Champions non può permettersi. Mettiamoci pure una formazione troppo rinunciataria e i soliti limiti tecnici e tattici, vero spartiacque tra una squadra razionale e bellissima come il Barca e una disordinata e trafelata come l'Inter. Il Barca si dimostra capace di pressare compatta e armoniosa nella trequarti avversaria, di tenere la linea di difesa a metà campo, di togliere aria alle punte avversarie e di non lasciare mai più di venti metri tra i reparti. L'Inter invece è monotematica, con un ripiegamento perpetuo e quasi imbarazzante, squadra lunga, difesa sempre troppo bassa (ci sono da ringraziare Samuel e Lucio perché altrimenti sarebbe finita veramente male), centrocampo statico con Muntari isolato a sinistra e mai puntuale nelle chiusure, con Motta e Zanetti troppo schiacciati sui centrali di difesa e Shnejder poco lucido tatticamente e puntualmente in ritardo in fase di pressing ai portatori avversari. Così Messi poteva creare superiorità e permettere gli inserimenti dei compagni. Poi le punte sempre troppo larghe, distanti, impossibilitate al dialogo. Il Barca corre avanti, l'Inter quasi sempre indietro. Altra nota stonata la fase di palleggio, nel secondo tempo quasi mai tre passaggi corretti di fila, continui errori dettati dalla fretta e dalla scarsa tranquillità, dalla frenesia della verticalizzazione verso il nulla.
Serve assolutamente una svolta, perché sarà pur vero che un pareggio al cospetto della squadra più forte del mondo non è da buttare, ma sinceramente una sonora sconfitta è stata scongiurata per puro caso. Ora arrivano le gare che regalano punti indispensabili, vedremo che ne sarà di questa Inter da Champions.
P.S.1 Non commento le parole di Mourinho del post-partita perchè non hanno alcun senso, figuriamoci che senso potrebbe avere un commento, ma devo dire che nemmeno Guardiola mi è piaciuto. Troppe bugie e complimenti innegabilmente non sinceri, poteva dire quello che invece ha riferito ai media spagnoli, ossia che tra il suo Barca e l'Inter c'è un mare chiamato Calcio.
P.S 2 Eto'o al posto di Ibra e finiva 4-0.
P.S.3 La Fiorentina spinta al massimo forse non vale questo Lione e non se la notizia peggiore sia questa o i rumors sull'addio dei Della Valle. 

mercoledì 16 settembre 2009

Inter-Barcellona



Inter - Barcellona 1-2.



In gol MilitoIbrahimović.


La Fiorentina fa pari con gol. 

Una notte da 6 - -

Ci siamo lasciati alle spalle la prima notte da campioni e ci apprestiamo a trascorrere la seconda, vediamo di trarre le prime indicazioni.

Benino il Milan che vince, ma senza entusiasmare, al contrario di quanto scritto da qualcuno. La scelta di Leonardo viene premiata, ma sinceramente non credo si possa parlare di straordinaria invenzione , semmai di ovvietà. La scelta in questione è quella di rinunciare a Ronaldinho per Seedorf (ci voleva tanto?), mentre concedere una chance a Inzaghi era quantomeno auspicabile. Rimangono i problemi sulle fasce e a centrocampo, entrambi mitigati però da una maggiore concentrazione, dalla voglia di giocarsela e da quell’inspiegabile e affascinante entusiasmo che trascina i rossoneri in Coppa trasformandoli in una squadra. L’OM ci ha provato, ma ha dato l’impressione che qualche punto avrebbe potuto ottenerlo solo contro il Milan versione campionato. Non era serata insomma.

La Juve invece materializza i timori di Ferrara e pareggia, steccando la prima in casa. Avversario di buon livello, forse inconsciamente sottovalutato, ma anche molte colpe proprie. Manifesto della gara il Buffon migliore in campo e il Giovinco pallido, che non ha fallito, semmai ha palesato ancora una volta i soliti limiti fisici, vogliamo fargliene una colpa? Ma torniamo alla prestazione di squadra. Questione di testa, di gambe o di gioco? O tutti e tre? Sicuramente di gioco, lo avevo già scritto e posso confermare, questa squadra stenta a costruire una manovra corale e continuata, piuttosto vive di sprazzi, di colpi dei singoli, che spesso sono più frutto della grinta che della ragione. Poi ci sono anche i problemi di gambe, perlomeno a  centrocampo, dove Melo e Marchisio sono parsi sottotono e poco aiutati dai terzini (o Caceres paga il ruolo poco gradito, oppure ci sta a fare poco a Torino). Di Tiago non parlo, perché io ieri non l’ho visto, mentre merita una parola l’ormai annoso problema degli infortuni muscolari. La parola è basta! Chiudo l’analisi con i problemi di testa, perché ci sono anche quelli. Sino a buona parte del secondo tempo (come contro la Lazio) la Juve ha sofferto di scarsa concentrazione, sembrava spaesata, poco cattiva. Poi il risveglio, purtroppo tardivo questa volta. Va da sé che venga a mancare per la prima volta la vittoria, niente di allarmante, credo che ci possa stare e soprattutto possa essere utile per correggere gli errori e ripartire.

Nelle altre partite ho visto un Real talentuoso quanto arrangiato, un Bayern concreto, un Manchester incompiuto ma solido e un Chelsea involuto, ma parzialmente giustificato dalla caterva di assenze. Insomma, una sufficienza stiracchiata generale in attesa del big match di San Siro. Volete sapere come andrà a finire? Provate a scriverlo voi, io azzarderò un pronostico dieci minuti prima della partita…