
Leggo ancora cose del tipo: “E’ uno che dice quello che pensa, è diretto, pane al pane, vino al vino”. Balle. E’ uno che dice quello che ritiene vada detto in quel momento e nemmeno mezza parola di più. Lo fa perché pensa di averne un vantaggio, per cercare di spostare continuamente la pressione sugli avversari e non persegue di certo l’onestà intellettuale. Quella non sa nemmeno cosa sia, ecco perché la invoca negli altri. In Inghilterra li chiamavano “mental games”, ormai sono abbastanza famosi, ma c’è chi questo lo ha capito e chi no. Ferrara, che è un tipo sveglio, ha girato alla larga e lo stesso avrebbero dovuto fare in molti, a iniziare da Spalletti.

Tetto salariale, tessera del tifoso, oriundi (o stranieri, sempre a proposito di onestà intellettuale) in Nazionale, lo scontro Lotito – dissidenti, la Serie A in rosso per 360 milioni di euro. All’estero ci sono tanti allenatori e giocatori italiani (anche giovanissimi) come mai nella storia del nostro calcio. Non frega quasi niente a nessuno, le penne famose sono tutte impegnate a commentare i pronostici, bacchettare Mourinho o leccare Lippi. Nell’arte dello spostare i riflettori, c’è chi è parte attiva e chi invece subisce. Così va il calcio.


1 commenti:
Muy buen blog. La verdad me gustó mucho
Un abrazo desde Argentina
si queres pasate por el mio: http://laavalanchadeportiva.blogspot.com/
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