
Soldi. Nel calcio come in qualsiasi altro settore tutto gira attorno ai soldi. Ma può capitare che una delle più ricche miniere d’oro calcistiche dell’epoca moderna si esaurisca. Può capitare ed è capitato, per motivi che non staremo qua ad analizzare, ma tant’è.
Il Milan dell’era Berlusconi si è sempre distinto per capacità, competenza, organizzazione, lungimiranza e ricchezza. Uno dei segreti delle innumerevoli vittorie è sempre stato saper spendere l’imponente patrimonio messo a disposizione dalla proprietà. Parlano i fatti, la bacheca, gli almanacchi, non si può non rendere merito.
Oggi purtroppo non è più così. E’ venuta a mancare la materia prima, si è esaurita la miniera, appunto. Il clan Berlusconi ha detto stop, finiti i tempi dei multimilionari pareggi di bilancio, degli ingaggi d’oro, degli acquisti clamorosi, dei campioni a qualsiasi prezzo. Parola d’ordine: stringere la cinghia. Bene, giusto così, anche perché è un discorso sacrosanto, specie in tempi di crisi e specie se chi spende tanto è il capo del governo di una nazione in netto affanno.
Si trattava di ripartire, percorrendo due possibili strade: rinnovamento con obiettivi ridimensionati, oppure bugie e sotterfugi mediatici con proclami patetici circa gli obiettivi stagionali. Ossia franchezza contro ambiguità. Manco a farlo a posta si è scelta la seconda strada.
Dire che il Milan è da prima fascia è mentire sapendo di farlo, è prendere in giro. Dire che un terzino soffre di mal di denti quando invece non si hanno i soldi per acquistarlo è prendere in giro. Dire che quel terzino è il migliore al mondo è prendere in giro. Vendere Kaka ci sta, dire che Ronaldihno vale Kaka è prendere in giro. Dire che Luis Fabiano non vale venti milioni è prendere in giro. Vendere Pirlo senza valide alternative è prendere in Giro. Prendere un americano che nemmeno lo Standard Liegi voleva più e spacciarlo per grande colpo di mercato è prendere in giro. Approfittare della presunzione e dell’inesperienza di Leonardo è prendere in giro. Non avere un settore giovanile decente da oltre dieci anni e parlare di fiscalità è prendere in giro. Specchiarsi sulla già citata bacheca in preda al peggiore immobilismo, è prendere in giro. Basare una squadra su giocatori spremuti (Ronaldinho, Gattuso, Zambrotta, Kaladze, Nesta, Ambrosini, Seedorf, Inzaghi, Jankulovski) e poi parlare di futuro è prendere in giro.
Si poteva azzerare tutto, partire dai giovani: in panchina, in campo e perché no anche sugli spalti. Si poteva riorganizzare una macchina ormai arrugginita dando ancora una volta l’esempio. Si potevano abbandonare per un po’ le velleità di successo per ricostruire e riprendere fiato e slancio. Tutte cose lecite, sacrosante, che solo i grandi possono fare.
Purtroppo per Leonardo e per i tifosi si è scelto di prendere in giro.


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