sabato 26 settembre 2009

Una partita. Questa volta di calcio.



Chi ha visto Genoa-Juventus ha visto una partita di calcio vera, fatta di corsa e tecnica, di grinta e tocchi, di tattica e improvvisazione. Forse la partita più bella in questo avvio di campionato. Merito di Gasperini, uno che non cerca il risultato, ma semmai il modo per ottenerlo. Merito anche di Ferrara (Gasperini si riferiva proprio a lui alla vigilia, altro che chiacchere), che aveva tanto da perdere, ma ha rischiato come se avesse solo da guadagnarci e che se avesse potuto schierare Chivu e Samuel invece di Grosso e Legrottaglie avrebbe portato a casa i tre punti e il primato. Chi ha visto la gara si è potenzialmente riconciliato con il calcio italiano dopo qualche schifezza di coppa o dopo partite come Udinese - Milan. Speriamo che dopo non abbia dato uno sguardo a  qualche programma di approfondimento o letto qualche giornale, perchè ci avrebbe trovato quasi esclusivamente discorsi sugli arbitri, sui fuorigioco sbagliati, sui sorteggi integrali, sulle astinenze di Amauri (gli attuali critici sono ovviamente gli adulatori di nemmeno un mese fa) e su tutte queste fesserie. Ho sentito anche qualcuno che continua a sottolineare lo strepitoso momento di buona forma di Iaquinta. Peccato che duri da 3 anni che forse non si tratti di questioni di forma, ma di sostanza, di qualità, ossia quella cosa che non possiede uno come Poulsen, tanto per fare un nome. Il giornalismo sportivo italiano ha davvero qualche problema. Il dramma più recente è il silenzio di Mourinho, immaginate un po’ a che livello siamo. Quando parla gli consigliano di tacere, quando spegne i microfoni lo aspettano e lo invocano, per poi chiedersi come faccia a coltivare un ego tanto smisurato.
P.S.1. Il Milan di Marsiglia non è mai esistito, esiste solo quello di Leonardo, ossia quello che potrebbe non riuscire a centrare il quarto posto.

P.S.2. L’Inter si è allenata contro il Napoli, il vero test sarà stasera. De Laurentis sta facendo un casino che la metà sarebbe bastato. Donadoni anche, ma solo di riflesso.
P.S. 3. Candreva continua a fare sfraceli, valo lo stesso discorso fatto da Giovinco e Di Natale: "Ad essere brasiliani...". Magari con i dentoni sporgenti, aggiungerei io...


martedì 22 settembre 2009

La dura legge delle Coppe



Il Milan vince, ma non mi vengano a dire che ha giocato una bella partita. Il Milan non gioca una bella partita da molto tempo, oppure vuol dire che il concetto di bello non solo è oggettivo, ma svalutato. Anche la Juventus vince, ma lo deve unicamente a Buffon, non certo al suo gioco irresistibile che non si èancora visto. Poi c’è l’Inter, indecente in quel di Cagliari coem le capita spesso di essere, salvata dai miracoli di Milito e dagli errori dei sardi. Chiudiamo con Genoa e Fiorentina che si fanno asfaltare come non accadeva da tempo e con la Lazio, che contro le “piccole” sembra non averne voglia. Della serie, quanto è lontana Pechino, in tutti i sensi. Si salva solo la Roma, che di certo poteva solo migliorare rispetto alle sue recenti prestazioni. Il bilancio è presto stilato, delle sette italiane impegnate nelle coppe, i soli giallorossi hanno giocato una partita di livello, le altre hanno stentato o in ogni caso non hanno convinto e nel peggiore dei casi sono state sconfitte sonoramente. La formula empirica sarebbe quindi la seguente:

partita di coppa infrasettimanale = pessima partita domenicale.
Ci potrebbe stare e va da sé che gli impegni europei possano portare fatica e scarsa concentrazione, ma perché questo esperimento ripetuto a Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Monaco da spesso risultati opposti? Abbiamo bisogno di inventarci una scusa, oppure il problema è reale?

Potrebbe essere che le ragioni che portano le italiane a offrire scarse prestazioni in coppa, sono le stesse che poi le costringono a offrire spettacoli modesti alla ripresa del campionato? Cosa ne pensate?

P.S. 1 Galliani ha ragione quanto chiede più impegno in coppa (specie nella competizione inferiore) per evitare di perdere il quarto posto in Champions ad appannaggio della Germania, anche perché sa bene che raggiungere il quarto posto potrebbe essere complicato.In definitiva Lazio, Genoa e Roma dorebbero affrontare la Europa Cup mettendoci più impegno di quello che ci mise il Milan lo scorso anno.


P. S. 2 Moratti parla di razzismo, ma quella dei cagliaritani nei confronti di SuperMario miè sembrata solo paura e antipatia. Balotelli fa incazzare il pubblico avversario e a volte anche quello amico, solo che le reazioni sono esagerate e inopportune. Questo non vuol dire che non esista il problema razzismo negli stadi, quello c’è come nel resto del paese ed è anche grosso.

P. S. 3 Greguggi  ha lascia il posto a Conte, e chissà che Donadoni non lasci il proprio a Delio Rossi altrettanto a breve. La situazione di Bergamo non l’ho capita, mentre quella di Napoli è più chiara: c’è un casino generalizzato e diffuso, c’è tanto casino quanto talento insomma.

domenica 20 settembre 2009

Che pena mi fai...

Lo ha fatto ancora, lo fa sempre e lo rifarà qualora dovesse servire. Tirare su un polverone assurdo e assolutamente gratuito, a costo di dover sparlare dei genitori o della moglie e pur di non ammettere i limiti suoi e della sua squadra. E cosa fanno quelli? Lo stanno ad ascoltare, lo cercano, lo sfidano, lo cazziano e poi ci scrivono un bel pezzo, se non due o tre. Dovrebbero invece disertare le conferenze stampa, lasciarlo solo nei suoi deliri, evitare di parlargli nei post partita, cercare solo i suoi giocatori. Tanto non dice mai niente di utile o che abbia a che fare con il calcio, quindi che senso ha? Oppure serve a qualcuno questo Mourinho?

Ieri il Barca ha asfaltato per 5-2 l'Atletico Madrid, reo di aver affrontato a viso aperto la squadra più forte del mondo. Una disfatta, la seconda in due anni (lo scorso anno aveva beccato un 6-1). Mourinho ha evitato questo, perfettamente conscio di non avere la capacità e le conoscenze minime per fronteggiare il Barca, se non con un catenaccio d'annata. Non ce lo dirà mai, ma tanto lo sappiamo già.

La Juve era priva di parecchi titolari e priva di un gioco, ma aveva questo Buffon, un altro del quale Ranieri lo scorso anno non ha potuto disporre. Il Livorno avrebbe meritato il pari, ma Gigi ha salvato il risultato ogni volta. Finché dura…

Il Napoli è disordinato e pieno di gente svogliata, mentre Donadoni pare predicare nel deserto. Se passi tutta la partita ad indicare invano la posizione a Lavezzi, forse c'è qualcosa che non quadra e questo qualcosa non è certo di natura tattica.

venerdì 18 settembre 2009

Sbilancio di Coppa.

Erano 7 le italiane impegnate in coppa tra Champions ed Europa League. Dei 21 punti in palio in tutte le gare, hanno saputo o potuto raccoglierne solo 8, con 2 vittorie e 2 pareggi molto sofferti. Solo Inter e Fiorentina avevano compiti oggettivamente difficili, per le altre tutte gare abbordabili o comunque non impossibili e nonostante questo ha risposto bene solo il Genoa. C'è qualcosa che non va, oppure è solo un caso? Il nostro tasso tecnico è davvero così basso, o ci sono problemi di altra natura, che magari riguardano la mentalità e il modo di preparare le gare? Come se ne esce?

giovedì 17 settembre 2009

Brividi (di paura) da Champions

L'Inter da Champions dura quasi un tempo. Un tempo, il primo, durante il quale la squadra di Mourinho ha giocato con buona pressione, sufficiente tenuta del campo pur senza esaltare e a costo di qualche rischio, ma contro i campioni in carica ci stà . Ha dato almeno l'impressione di poter creare dei fastidi al Barcellona, che ha la sola grande colpa di essersi accontentata, di non aver cercato il gol con rabbia, quasi non fosse poi così indispensabile. 
Poi il buio.
Nel secondo tempo il crollo, solo catenaccio, difesa bassa, reparti scollegati, tutti dentro la propria area a guardare Messi e compagni mentre facevano girare la palla e creavano palle gol senza nemmeno troppa cattiveria. Praticamente graziati. Lo spettacolo è stato triste, perché ancora una volta si è vista quella sudditanza, quel timore e quella riverenza che una pretendente alla Champions non può permettersi. Mettiamoci pure una formazione troppo rinunciataria e i soliti limiti tecnici e tattici, vero spartiacque tra una squadra razionale e bellissima come il Barca e una disordinata e trafelata come l'Inter. Il Barca si dimostra capace di pressare compatta e armoniosa nella trequarti avversaria, di tenere la linea di difesa a metà campo, di togliere aria alle punte avversarie e di non lasciare mai più di venti metri tra i reparti. L'Inter invece è monotematica, con un ripiegamento perpetuo e quasi imbarazzante, squadra lunga, difesa sempre troppo bassa (ci sono da ringraziare Samuel e Lucio perché altrimenti sarebbe finita veramente male), centrocampo statico con Muntari isolato a sinistra e mai puntuale nelle chiusure, con Motta e Zanetti troppo schiacciati sui centrali di difesa e Shnejder poco lucido tatticamente e puntualmente in ritardo in fase di pressing ai portatori avversari. Così Messi poteva creare superiorità e permettere gli inserimenti dei compagni. Poi le punte sempre troppo larghe, distanti, impossibilitate al dialogo. Il Barca corre avanti, l'Inter quasi sempre indietro. Altra nota stonata la fase di palleggio, nel secondo tempo quasi mai tre passaggi corretti di fila, continui errori dettati dalla fretta e dalla scarsa tranquillità, dalla frenesia della verticalizzazione verso il nulla.
Serve assolutamente una svolta, perché sarà pur vero che un pareggio al cospetto della squadra più forte del mondo non è da buttare, ma sinceramente una sonora sconfitta è stata scongiurata per puro caso. Ora arrivano le gare che regalano punti indispensabili, vedremo che ne sarà di questa Inter da Champions.
P.S.1 Non commento le parole di Mourinho del post-partita perchè non hanno alcun senso, figuriamoci che senso potrebbe avere un commento, ma devo dire che nemmeno Guardiola mi è piaciuto. Troppe bugie e complimenti innegabilmente non sinceri, poteva dire quello che invece ha riferito ai media spagnoli, ossia che tra il suo Barca e l'Inter c'è un mare chiamato Calcio.
P.S 2 Eto'o al posto di Ibra e finiva 4-0.
P.S.3 La Fiorentina spinta al massimo forse non vale questo Lione e non se la notizia peggiore sia questa o i rumors sull'addio dei Della Valle. 

mercoledì 16 settembre 2009

Inter-Barcellona



Inter - Barcellona 1-2.



In gol MilitoIbrahimović.


La Fiorentina fa pari con gol. 

Una notte da 6 - -

Ci siamo lasciati alle spalle la prima notte da campioni e ci apprestiamo a trascorrere la seconda, vediamo di trarre le prime indicazioni.

Benino il Milan che vince, ma senza entusiasmare, al contrario di quanto scritto da qualcuno. La scelta di Leonardo viene premiata, ma sinceramente non credo si possa parlare di straordinaria invenzione , semmai di ovvietà. La scelta in questione è quella di rinunciare a Ronaldinho per Seedorf (ci voleva tanto?), mentre concedere una chance a Inzaghi era quantomeno auspicabile. Rimangono i problemi sulle fasce e a centrocampo, entrambi mitigati però da una maggiore concentrazione, dalla voglia di giocarsela e da quell’inspiegabile e affascinante entusiasmo che trascina i rossoneri in Coppa trasformandoli in una squadra. L’OM ci ha provato, ma ha dato l’impressione che qualche punto avrebbe potuto ottenerlo solo contro il Milan versione campionato. Non era serata insomma.

La Juve invece materializza i timori di Ferrara e pareggia, steccando la prima in casa. Avversario di buon livello, forse inconsciamente sottovalutato, ma anche molte colpe proprie. Manifesto della gara il Buffon migliore in campo e il Giovinco pallido, che non ha fallito, semmai ha palesato ancora una volta i soliti limiti fisici, vogliamo fargliene una colpa? Ma torniamo alla prestazione di squadra. Questione di testa, di gambe o di gioco? O tutti e tre? Sicuramente di gioco, lo avevo già scritto e posso confermare, questa squadra stenta a costruire una manovra corale e continuata, piuttosto vive di sprazzi, di colpi dei singoli, che spesso sono più frutto della grinta che della ragione. Poi ci sono anche i problemi di gambe, perlomeno a  centrocampo, dove Melo e Marchisio sono parsi sottotono e poco aiutati dai terzini (o Caceres paga il ruolo poco gradito, oppure ci sta a fare poco a Torino). Di Tiago non parlo, perché io ieri non l’ho visto, mentre merita una parola l’ormai annoso problema degli infortuni muscolari. La parola è basta! Chiudo l’analisi con i problemi di testa, perché ci sono anche quelli. Sino a buona parte del secondo tempo (come contro la Lazio) la Juve ha sofferto di scarsa concentrazione, sembrava spaesata, poco cattiva. Poi il risveglio, purtroppo tardivo questa volta. Va da sé che venga a mancare per la prima volta la vittoria, niente di allarmante, credo che ci possa stare e soprattutto possa essere utile per correggere gli errori e ripartire.

Nelle altre partite ho visto un Real talentuoso quanto arrangiato, un Bayern concreto, un Manchester incompiuto ma solido e un Chelsea involuto, ma parzialmente giustificato dalla caterva di assenze. Insomma, una sufficienza stiracchiata generale in attesa del big match di San Siro. Volete sapere come andrà a finire? Provate a scriverlo voi, io azzarderò un pronostico dieci minuti prima della partita…

martedì 15 settembre 2009

Vietato sbagliare

E’ arrivata. La più attesa, la più difficile, la più emozionante e la più ricca. La competizione dei particolari per dirla alla Mourinho. Ma anche la competizione che richiede qualità superiori, voglia di rischiare, di non lasciare nulla di intentato, roba per caratteri forti nella quale la partenza è importante. Come ha detto Ferrara: "Vietato sbagliare".

Parliamo dei match. Milan e Juventus si sono scambiate gli ex: i rossoneri incontreranno il Marsiglia di Deschamps, mentre i bianconeri ospiteranno  il Bordeaux di Gourcuff, ma anche di Laurent Blanc (ex Inter). L’aspetto interessante è però un altro e non riguarda gli avversari, ma le motivazioni, i mezzi a disposizione, le aspettative e le opportunità. La Juve inizia la sua avventura senza particolari pressioni e con l’obbiettivo minimo di cercare di migliorare il piazzamento dello scorso anno. Parte con più qualità e affronterà un girone tutto sommato non impossibile, inoltre non dovrà fare l’exploit a tutti i costi, ma solo fare bene. Il Milan è chiamato invece al risultato, alla riscossa, costretto a dare un segnale forte in quella che lo stesso Galliani indica come “il nostro habitat naturale” e mi fermo a questo, perché il resto mi vergogno a sentirglielo dire, figuriamoci ripeterlo. Proclami e strillate a parte rimango abbastanza scettico, non vedo come il Milan possa trovare linfa per disputare una competizione di livello, sebbene potrebbe anche affrontare delle situazioni tecniche più abbordabili rispetto a quelle alle quali ti costringe un Livorno qualsiasi. Senza dubbio i problemi non spariranno con la sigla della Champions e allora ci vorrà davvero tanta fortuna, o in alternativa qualche scelta azzeccata. Mandare in panchina Ronaldinho sarebbe una a caso tra queste. 

Capitolo avversari: per la Juve il Bordeaux, una squadra importante, che guida la Ligue 1 da campione in carica, gioca un calcio veloce e preciso, ha una difesa attenta e un abile stratega in panchina. Non le mancano nemmeno le individualità, ma sinceramente la Juve ha le carte in regola per avere la meglio, anche perché si gioca a Torino. Invece per il Milan il Marsiglia, avversario che non vale il Bordeaux e non ha più niente di quella squadra che evoca i peggiori incubi ai rossoneri. Rimane comunque un cliente scomodo, che come il Milan schiera qualche giocatore dal nome ingombrante e dal curriculum troppo lungo, ma contrario del Milan incassa poche reti . Inoltre in casa riesce spesso a colmare le proprie lacune grazie al carattere.

Aspettiamo i primi verdetti, confidando in due vittorie che consentano alle italiane di partire con il piede giusto, il nostro calcio ne ha bisogno.

lunedì 14 settembre 2009

Uno spettacolo a parte...

Buonsenso. L’amico fraterno del regolamento dovrebbe essere il buonsenso. Se tu, arbitro Tagliavento, internazionale per nomina e predestinato per vocazione, applichi in maniera ortodossa  il regolamento e te ne freghi del buonsenso, rovinando quella che sino al 25’ del primo tempo era stata la partita più bella della giornata , allora vuol dire che ci hai capito poco. Non hai capito che sei parte dello spettacolo e non uno spettacolo a parte


A fare compagnia alla Juve in testa alla classifica, ci sono le genovesi. Non è un caso e nemmeno l'inizio di un sogno irrealizzabile, è solo un chiaro esempio di cosa vuol dire saper fare al meglio il proprio mestiere.


L’Inter ha svolto il compitino, affidandosi ai numeri di Milito ed Eto’o e alla classe superiore di Mario Balotelli, quello che quando ha voglia è il vero campione in casa interista. Se è vero che Mourinho ha sbagliato la formazione, pur rimediando in tempo senza lasciarsi andare a improbabili ammucchiate in attacco, è altrettanto vero che i suoi uomini avevano la testa alla partita di mercoledì. Sarebbe stato preoccupante il contrario. Il Parma non ci ha nemmeno provato, altrimenti qualcosa avrebbe portato a casa.


Ranieri è l’uomo giusto per la Roma, alla quale tra le altre cose manca (da tre anni) una punta degna di stare accanto a Vucinic o di sostituirlo. Le lamentele di Gianpaolo erano giustificate, educate e vecchie. Vecchie in questo caso, sa di inascoltate.  Quelli che a Siena hanno portato alle lacrime De Rossi, urlando per tutta la partita "come tuo suocero" non sono persone e forse non sono nemmeno bestie, di certo sono dei bastardi.

Il Donadoni che sceglie di mandare in campo l’improbabile Pia e rinuncia a tutti  sudamericani rischia più di Gregucci e Atzori, ma tutti e tre non hanno colpe capitali, speriamo solo che chi di dovere porti pazienza.


Di Natale. Punto, non aggiungo altro.

Arriva l’Europa. Adesso si inizia a fare sul serio…

domenica 13 settembre 2009

Ricevuto, forte e chiaro.

Bisogna saper cogliere i segnali, saperli interpretare e valutarli. Da Livorno e Roma, i segnali al campionato li hanno mandati forti e chiari sia il Milan che la Juventus. I rossoneri confermano che anche il quarto posto sarà un obbiettivo difficile da centrare, mentre la Vecchia Signora, che sa bene come le annate da ricordare siano fatte anche di serate come quella di ieri, inizia a mettere pressione all’Inter e al suo prode allenatore.


Il Milan di Livorno è una squadra senza allegria, senza voglia né entusiasmo e forse non è nemmeno una squadra. Leonardo non ha ancora mostrato qualità ed esperienza (non scoprirò niente di nuovo, ma tant’è) necessarie a tirare fuori da questo gruppo  i risultati che la società pretende, e credo che proprio per questo lo costringeranno a dimettersi. Ronaldinho sarebbe da accantonare e vendere a Gennaio, le fasce andrebbero consegnate a dei terzini e non a degli immobili pilastri e Pato non può sempre trascinare. Inoltre manca un’alternativa credibile a Pirlo e non oso pensare agli effetti che deriveranno dalla giornata di riposo che prima o poi verrà concessa alla coppia difensiva Silva-Nesta. Nuvoloni all’orizzonte e nemmeno un riparo, ma d’altronde si era capito da Giugno.



La Juventus di Roma invece prende tutta la posta in palio e senza meritarla, ma non sta scritto da nessuna parte che non sia lecito. Delitto perfetto. Perché il calcio fortunatamente è così, ossia imprevedibile, subdolo e crudele, ma questo la Lazio lo aveva capito già a Pechino. Ferrara rinuncia a Iaquinta e Cannavaro, è costretto a fare a meno (senza sforzo, non prendiamoci in giro) di Del Piero e concede una possibilità a Caceres e Trezeguet. Entrambi la sfruttano in pieno segnando i gol che decidono la partita, dopo una prestazione sottotono, specie per quanto riguarda il difensore. Anche Ballardini deve rinunciare, su tutti, a Zarate e Rocchi (ecco il senso vero di una privazione) e schiera i generosissimi  Foggia e Cruz, vera bestia nera juventina. La partita la fa la Lazio, più tonica, più aggressiva ed equlibrata, con un Baronio ritrovato, due terzini degni di tale nome e un Diakite veramente impeccabile su Amauri. Questo sino all'inatteso gol di Caceres che restituisce vigore alla Juve e taglia le gambe ai biancocelesti. I bianconeri, che sino ad allora avevano navigato a vista e in qualche occasione imbarcato acqua, riescono a non impattare l’onda fatale e arrivano in porto. Bene l’irrinunciabile Marchisio, in crescita Melo (cartellini inutili a parte) così come Trezeguet, che sebbene sia apparso più in palla, paga ancora nel confronto con Iaquinta. 
Maluccio Diego che ripeto, lontano dalla porta perde un terzo della sua pericolosità. Inoltre il suo infortunio lascia un interrogativo, perché pare l'unico capace di metterci la fantasia. Speriamo non sia nulla di grave. I tre punti di ieri sera sono di quelli importanti, quelli che decidono le stagioni, quelli che nel bilancio finale potrebbero fare la differenza e l’Inter, per esperienza personale lo sa bene. Un particolare plauso a Ferrara (sino ad ora solo vittorie in gare ufficiali), che azzeccando tutte le mosse riesce a fare turnover e proseguire la striscia positiva. Il gioco vero e proprio ancora non c’è, si intuisce soltanto, ma tutto prosegue secondo i piani e forse anche meglio. In questo la fortuna c’entra relativamente, al limite si può parlare di destino: quello di Ferrara era di fare l’allenatore, quello di Leonardo probabilmente no.


Ora la palla passa all’Inter e sinceramente credo che il Parma saprà creare parecchi problemi, ma questo Mourinho lo sa bene. Ibra intanto manda qualche segnale di risveglio, mentre il Barca fa come la Juve: guarda, aspetta per un’ora e poi prende i punti. Tutti.

sabato 12 settembre 2009

Come finirà?

Stasera si inizia con il Milan in trasferta a Livorno, che non sarà suggestiva come Marsiglia, ma potrebbe regalare tre punti molto più importanti.  
Poi Lazio-Juve, come finirà? Diego o Zarate, Iaquinta o il solito Cruz? Dovessi scommettere punterei sulla Juve, che tiene al campionato più dell’Inter che domani affronterà il Parma. Sarà l’occasione per Balotelli (sveglia che il tempo passa) e Santon? Poi Champions. O l’Inter mercoledì batte il Barca, oppure non ci riuscirà più.
Chi sarà davanti Domenica notte, la Juventus oppure l’Inter?

venerdì 11 settembre 2009

Queste inflazionatissime rivoluzioni...

Ieri ho letto le dichiarazioni di due allenatori, entrambe riguardano un loro collega più famoso, Pep Guardiola. La prima è di Michel, allenatore del Getafe , che nell’elogiare il più celebre collega azzarda: "E' dai tempi di Arrigo Sacchi che nel calcio non si assisteva a una rivoluzione simile. Adesso sembra che tutto il mondo voglia giocare come il Barcellona. E questo Barça lo ha creato Guardiola". L’altra è di Delio Rossi, ex della Lazio e ora disoccupato, che spiegando i motivi della sua pausa forzata, tira anche lui in ballo l’ex bresciano: “Io mi ritengo un allenatore. Molti presidenti oggi vogliono i gestori. C'è una bella differenza. L'allenatore fa la formazione, si occupa della parte tecnico-tattica e della parte fisica. In breve cura la squadra a trecentossessanta gradi. I gestori, invece, fanno tutt'altro. Oggi i presidenti si innamorano di tecnici come Guardiola perché per loro è sufficiente che uno batta le grandi squadre e che abbia un po' di personalità . Per dirla con un eufemismo: due modi diversi di vedere la stessa cosa.

Partiamo dal concetto che rivoluzione non vuol dire essere copiati da tutti, ma ha una significato differente. Seconda cosa, a mio parere Rossi ha ragione quando parla delle pretese dei presidenti, meno quando giudica il collega, ridimensionandolo un po’ ingenerosamente, perchè Guardiola è sicuramente uomo di campo e non certo un gestore alla Del Bosque o alla Leonardo. Infine arriviamo a Michel e alla sua curiosa teoria che si sviluppa attorno al raffronto con l’Arrigo nazionale. L’unico aspetto veramente innovativo nella storia di Guardiola al Barca, potrebbe essere lo sdoganamento dell’allenatore giovane e inesperto su una panchina prestigiosa, cosa che ha fatto proseliti anche in casa nostra, con Milan e Juventus su tutte. Ma prima di parlare di rivoluzioni ne passa. La verità è che nonostante lo splendido lavoro fatto, Guardiola non ha rivoluzionato un bel niente, semplicemente allena una squadra di fenomeni, fa giocare loro il miglior calcio del mondo e vince facendo divertire il pubblico.

Il confronto con Sacchi è scomodo prima che inopportuno, parliamo infatti di un uomo che attuò una rivoluzione calcistica totale e universalmente riconosciuta, tanto che qualcuno sostenne e a ragione, che dopo l’uomo di Fusignano il calcio non sarebbe stato più lo stesso. Sacchi introdusse l’organizzazione maniacale del lavoro, l’intensificazione degli allenamenti con l’esaltazione della dimensione atletica, spinse per il definitivo sdoganamento della figura dello psicologo sportivo, per l’esaltazione della tattica teorica e solo dopo pratica, puntò sull’armonia nel gioco e nei movimenti, sul cambiamento di modulo e di marcatura, inculcò nella testa dei suoi uomini il concetto di pressing asfissiante, difesa alta, ripartenze perfette, del ritmo, del culto del collettivo e dell’asservimento del talento ad un progetto di insieme. E tutto questo con un Milan reduce da anni di retrocessioni, scandali e cambi di proprietà. Sacchi ha fatto discutere e ha segnato una nuova era, ha diviso e sconcertato gli osservatori, ha costretto tutti a studiarlo ed è stato talmente innovativo da venire odiato.

 Se poi, secondo Michel la rivoluzione sta nel triplete oppure nel bel gioco (che mi pare non mancasse nemmeno nell’anno magico di Rijkaard), che peso diamo a questa parola? Ma per favore…



giovedì 10 settembre 2009

L'Italia batte... un colpo.

Era da tempo che non mi divertivo nel guardare la Nazionale. Una prestazione finalmente convincente, ricca di qualità, di corsa, di voglia e diciamo pure di mosse azzeccate. L’Italjuve che vince e convince.

Avevo criticato Lippi, ma avevo anche scritto che era l’uomo giusto e ne ho avuto conferma. Ha saputo comprendere gli errori e pur rischiando, li ha corretti. Non si è beato nel constatare di avere la fortuna dalla sua, ma ha rilanciato. Bene così, non aspettavamo altro.

Constatato da qualche tempo il quanto mai oppurtuno addio al tridente, la mossa più importante è figlia degli ultimi minuti contro la Georgia: Pirlo avanzato e libero di inventare, senza particolari compiti di copertura. Se Leonardo volesse prendere appunti… Poi ci sono gli innesti di qualità, che sono De Rossi (inarrivabile) e Marchisio. Non schierabili contro la Georgia (ciò non toglie che Pirlo – Palombo non fosse esattamente quanto di meglio si potesse proporre), ieri sera hanno veramente trascinato il centrocampo. Piccolo inciso: Pirlo e De Rossi possono giocare insieme? La risposta è si, a patto che Pirlo stia alla larga per non farsi travolgere. Tornando a noi: molto bene anche Grosso, che goal a parte è stato straordinario nel primo tempo e scolastico nel secondo, poi Gilardino, che non sarà Villa, ma in serate come quella di ieri fa tanto per la squadra. Dei reduci dalla trasferta georgiana bene tutti, con un plauso particolare alla coppia di centrali, che in Irlanda rimarrà orfana dello squalificato Cannavaro. Tutti gli altri si confermano in crescita, da quel Iaquinta prezioso oltre i gol che garantisce, all'immobile Zambrotta, che è sembrato nuovamente un terzino.


Rimane solo da capire come sia avvenuta questa  trasformazione, cosa sia successo di tanto miracoloso in questi tre giorni. E’ stato tutto merito dell’aria di Torino? C’erano troppi catastrofisti, oppure qualcuno tanto capace quanto permaloso ha rivisto le proprie idee? Forse entrambe le cose, perché chi si è lamentato per lo spettacolo indecente aveva tutte le ragioni del mondo, mentre chi ha difeso oltre l’evidenza le proprie convinzioni è pur sempre un campione del mondo, tra tutte le altre cose… Resta il fatto che si è vista una metamorfosi niente male, tanto che in Irlanda gradiremmo tutti una conferma, magari anche per capire quanto ha influito sulla prestazione il pubblico torinese, giustamente in estasi per la prestazione dei suoi beniamini. Servirà continuità, occorrerà dimostrare che la classe paga, sempre. Infine servirà un posto per Cassano, perché se Antonio potesse trovare spazio nell’Italia vista ieri sera, potremmo davvero lasciarci alle spalle i temporali dell’ultimo periodo e fare il definitivo salto di qualità.

Chiudo confidando che, in realtà non mi illudo di rivedere la stessa Italia contro l’Irlanda, anche perché quanto visto a Torino dipende anche dall'avversario e troppo dagli interpreti, che ieri c’erano e che tra un mese potrebbero anche essere infortunati o indisponibili. Speriamo bene.

martedì 8 settembre 2009

L'Inter chiama, gli interisti rispondono

All’esordio da brivido assisterà il pubblico dei record.
Il popolo Interista ha risposto in massa, lo ha fatto subito, senza tentennamenti, senza bisogno di suppliche o particolari incoraggiamenti. Ovvio che fosse così, potere di un avversario impareggiabile, un ex importante, una rosa ritemprata e un sogno tanto vecchio da poter sembrare eterno: quello della Coppa con le orecchie. Ma non sempre l’ovvio si realizza, specie quando si tratta della BeneamataI tifosi hanno lanciato un segnale chiaro, che unitamente a quello della eccellente campagna abbonamenti, è espressione di assoluto gradimento per il mercato estivo, per l’inizio di stagione (poteri di un derby) e per le ottime promesse che questo gruppo sembra capace di poter realizzare. Starà agli interpreti premiare tanto entusiasmo, perché nessuno, da Mourinho a Zanetti, da Milito a Lucio, Da Maicon a Eto’o, da Motta a Samuel, Da Julio Cesar a Stankovic potrà azzardare alcuna scusante per eventuali performance scadenti


Non saranno indispensabili i tre punti, ma una prestazione europea finalmente degna di un tale pubblico. 

lunedì 7 settembre 2009

L'uomo giusto

Siamo una squadra da torneo, oppure: Nelle qualificazioni non abbiamo mai entusiasmato, aspettate il Mondiale". E ancora: In quei 30-40 giorni sarà tutto diverso».

Sono le parole di Lippi il giorno dopo la partita contro la Georgia e sono parole interessanti, per quanto già sentite. E' proprio così. Lo è sempre stato, o quasi sempre. Proprio per questo rivolgerei al Ct qualche domanda: che senso ha chiedere più attenzione, desiderare più calore? Che si da in cambio? Che senso ha pretendere interesse nei confronti di uno spettacolo che è onestamente di pessimo livello? Sono stato duro nei confronti di questo gruppo, ho avanzato critiche di varia natura, ma sono consapevole che al mondiale potrebbe essere tutto diverso. So bene che potrei assistere al raggiungimento di buoni risultati (non credo , ma non si può mai dire), ovviamente a discapito del bel gioco, dell’estetica. So che potrei essere zittito. Ci sta, noi italiani pur di vincere siamo disposti a sacrificare tante cose. Ma il problema è un altro. E’ possibile che nei due anni che separano l’Italia dalle grandi competizioni, dobbiamo puntualmente accontentarci di assistere a abomini calcistici come quello dell’altra sera? La costruzione di un gruppo vincente esige per forza un simile sacrificio sportivo?

Non avremo il bagaglio tecnico di Spagna, Inghilterra o Brasile, inoltre rispetto alle prime due abbiamo vinto molto di più e stiamo certamente messi meglio della talentuosa Argentina e del disastro vivente Maradona, ma potremmo ambire a una via di mezzo? Potremmo chiedere a un uomo dello spessore di Marcelli Lippi di fare qualcosa in tal senso, oppure sarebbe troppo anche per lui?

Non sono uno di quelli che reputa il viareggino un fortunato qualunque, uno di quelli premiati dal destino oltre ogni legittima misura, piuttosto credo che sia una persona estremamente capace, intelligente, preparata. Credo che sia l’uomo giusto per il ruolo che gli è stato affidato, così come poteva esserlo Donadoni. Ma non capisco perché, da tifoso amante del buon calcio, mi debba accontentare dell'attuale mediocrità. Stimo infinitamente il Ct per per la sua strepitosa carriera e non finirò mai di ringraziarlo per il Mondiale vinto (non ha prezzo), ma credo di aver il diritto, come ogni tifoso di una rappresentativa nazionale, di pretendere qualcosa di più da un protagonista del suo livello. Credo sia lecito sperare in un gioco decente e pretendere di vedere convocati tutti i grandi campioni che sono in forma, che sia lecito criticare e anche dissentire, senza sentirsi rispondere che non per forza si deve rendere conto.

Ovviamente Forza Azzurri.

p.s. Nonostante le puntuali smentite, si fanno sempre più concrete le voci sulla vendita, da parte della famiglia Berlusconi, di una quota importante del pacchetto azionario dell' A.C. Milan. Staremo a vedere.


domenica 6 settembre 2009

Furie Rosse

Ieri si è giocata Spagna - Belgio, valevole per il gruppo 5 di qualificazione a Sudafrica 2010, un girone che gli uomini di Del Bosque dominano a punteggio pieno.

Non è mia intenzione idolatrare gli spagnoli o fare pronostici su quello che sarà il loro Mondiale, so bene che le partite e le competizioni vanno giocate e tutto può succedere. So anche che agli ultimi Europei la bistrattata Italia guidata da Donadoni per poco non faceva uno scherzetto alle Furie Rosse, battendole ai rigori, nonostante si fossero fatte preferire durante tutto il match. E dire che quei tempi sembrano molto lontani, chi lo avrebbe mai detto.

Non è nemmeno mia intenzione fare paragoni imbarazzanti, ma solo rendere l'idea di quella che è una squadra con qualità.

Coverciano, abbiamo un problema...

L’Italia di Lippi si salva grazie alla doppietta dell’uomo che Adriano Galliani ha da poco indicato come ancora di salvezza per la difesa milanista: Kakha Kaladze. C’è solo un problema, non si tratta di un oriundo dell’ultima ora, è proprio un giocatore della Georgia. L’Italia "segna" due gol dopo un digiuno che durava da tre partite, strappa tre punti fondamentali, ma la sensazione è che i problemi siano troppi a nemmeno un anno dal mondiale. E i problemi non si chiamano Cassano o oriundi, ma centrocampo, gioco, corsa, personalità, qualità.

Per essere i campioni del mondo in carica e tra i favoriti al prossimo mondiale, siamo semplicemente IMPRESENTABILI.
Non si intravvede la minima capacità di portare palla, dialogare bassi o tessere una trama ordinata. Solo palle lunghe e impossibili da giocare, per attaccanti che non hanno certo le qualità tecniche e di palleggio di Torres o Drogba. Non prendiamoci in giro, per esaltare le nostre doti serve un’idea di coralità che nemmeno si intravvede all’orizzonte.
Le parole di Lippi sul controllo dell’avversario, sull’andare vicini alla porta avversaria, sulla legittimazione della fortuna sono imbarazzanti. La Georgia, che classifica alla mano è una delle squadre peggiori del girone (e se ne può trarre conferma osservandoli giocare), nel primo tempo non ha subito un tiro in porta degno di essere considerato tale. Inoltre i pali colpiti a punteggio acquisito non valorizzano un bel niente, sono solo fumo negli occhi.

Avevo manifestato principalmente tre dubbi e devo dire che, Camoranesi escluso, ci avevo preso in pieno. Pirlo al momento è insostenibile nella posizione di regista, non corre, non recupera, non possiede la lucidità necessaria per fare quello che ha sempre fatto, ossia guidare l’azione e cambiare il ritmo con le sue aperture. La sua condizione generale impone la presenza di un tutor, uno che corra per lui. Impone il sacrificio di un uomo. Solo quando La Georgia crolla sotto i colpi di Kaladze, Lippi si avvede e lo sposta qualche metro più avanti migliorando le cose sino alla decenza. Un’altra prestazione sconcertante è stata quella fornita da Zambrotta, vero fantasma sulla fascia destra. Ormai non sale,non si propone, non si sovrappone, è’ come un centrale spostato sull’esterno, immobile e irriconoscibile. Camoranesi è apparso invece volitivo, ha mostrato una condizione fisica buona oltre ogni previsione, ha tagliato, pressato, ci ha provato. Ha persino collezionato calcioni senza battere ciglio, segno che la strada verso il pieno recupero è quella giusta, buon per la Juventus.
Le altre delusioni sono Marchionni e Rossi, il primo non ha personalità, non cerca mai di saltare l’uomo, non ci prova, non fa la differenza. Il giovane Giuseppe invece paga oltre le sue responsabilità la mancanza di gioco della squadra, e sebbene cerchi di accorciare, di venire incontro, di dialogare con Camoranesi e Iaquinta, finisce sempre con perdere palla o con il trovarsi a miglia di distanza dalla porta di Lomaia.
Dagli altri arrivano note di decenza, visto che non possiamo certamente parlare di cose positive. Criscito si sblocca alla distanza e cerca di ricordare a Zambrotta come si fa, Cannavaro e Chiellini controllano e tamponano le amnesie in copertura di un centrocampo che non c’è, Iaquinta fa la sua figura, Palombo corre per due anche se di certo non è la qualità la sua dote migliore, Buffon è quello dei tempi d'oro, Quagliarella è in uno stato di forma pazzesco che stento a capire cosa ci faccia in panca, D’Agostino appare ordinato, lucido e propositivo, Santon entra quando l’avversario è già steso, ma in ogni caso mostra le solite personalità e qualità, condite da qualche perdonabile errore di gioventù.

Caro Marcello, è probabile che la partita contro la Bulgaria ci consegni il pass per il Sudafrica, ma di certo la situazione è preoccupante. Non sarà Cassano a stravolgere in positivo le sorti di questa squadra, piuttosto servono qualità, servono più piedi buoni, più giocatori che possano guidare il gioco e non esserne trascinati.
Serve una svolta e a te chiediamo di trovarla, in fretta.

sabato 5 settembre 2009

Under sotto tono

Ieri sera ho seguito l’Under sperimentale di Casiraghi e devo dire che mi aspettavo qualcosa di più, risultato a parte.

Il divario tra noi e il Galles è apparso marcato, sia dal punto di vista tecnico-tattico, che da quello delle motivazioni, della cattiveria. Va detto che si trattava dell’esordio di un nuovo gruppo (la scarsa esperienza ha pesato in alcuni episodi, vedi il gol di Ramsey), con pochissimi superstiti del vecchio corso, e che il Galles schierava molti ragazzi già nel giro della Nazionale maggiore. Fiorillo è apparso spesso in difficoltà, deconcentrato e timoroso, mentre i segnali peggiori sono arrivati dalla difesa, il reparto più difficile da assemblare e quello meno propenso ad assimilare gli stravolgimenti e nel quale il più “esperto” Ranocchia ha lasciato parecchio a desiderare. Il centrocampo ha sofferto la fisicità e il talento più maturo degli avversari, specie della promessa Ramsey . Davanti è andata meglio, anche se da Balotelli ci si aspetta sempre qualcosa di più. Bene Paloschi, ma anche Galliani avrà ormai capito che non si tratta di una novità.In tutto questo scenario negativo, possiamo paradossalmente trarre consolazione dal risultato: il fatto che finisca con un solo gol di scarto è una buona cosa, perchè il divario in alcuni momenti è apparso nettamente maggiore. Questa squadra ha solo bisogno di rodaggio e pazienza, ma occhio, perché la terza sconfitta di fila non è certamente un buon segno.

Passiamo alla Nazionale dei big. Le indiscrezioni parlano di difesa con Zambrotta, Chiellini, Cannavaro, Criscito, centrocampo con Marchionni, Palombo, Pirlo, Camoranesi e duo d’attacco composto da Iaquinta e Rossi. Un 4-4-2 classico quindi, con le ali pronte agli inserimenti centrali a supporto delle punte. Mi convince la difesa, con qualche dubbio solo su Zambrotta (non gli vedo fare una buona gara da tempo). Meno il centrocampo, dove è Camoranesi la vera incognita, specie se consideriamo che quando è in condizioni approssimative di forma come adesso, spesso si lascia andare a manifestazioni di nervosismo alle quali speriamo di non dover assistere. Palombo avrà la responsabilità di supportare Pirlo e di questi tempi non pare cosa facile. L'impressione è che si cercheranno le ripartenze (non è una novità, lo so) e l'indizio principale arriva dalla coppia d’attacco, che garantisce profondità, rapidità e presenza fisica, anche se forse manca la vera prima punta, quella che presidia l’area. Il Toni di turno insomma, considerato che Iaquinta gli assomiglierà fisicamene, ma svolge alla grande altri compiti. Ciò nonostante sono d’accordo sul tenere in panca Gilardino, che è uno che la butta dentro, ma che non aiuta quasi mai la manovra. Dispiace per l'ottimo Quagliarella, ma essendo solo due i posti a disposizione, dovrà cercare gloria a gara in corso.
La partita contro la Georgia sarà complicata, sono d’accordo con Lippi, ma spero di non dover sentire ancora le solite litanie sulla condizione fisica e sui campionati degli altri che iniziano sempre prima.

In bocca al lupo ragazzi

venerdì 4 settembre 2009

Bravo Marcello

“Di queste partite non si parla neanche durante la settimana, non frega niente a nessuno nell’ambiente calcistico. Si è parlato di Cassano, di Mourinho, di tutto meno che di come giochiamo. La Georgia non sarà il Brasile, ma vincere qui è invece importante in prospettiva Mondiale 2010, possiamo avvicinarci molto all’obiettivo. E invece dell’Italia si parla solo nei grandi appuntamenti"


E’ uno sfogo giusto quello di Marcello Lippi, un’accusa diretta a tutto l’ambiente. Si parla poco di Nazionale e troppo di tutto quello che ci gira attorno. Poi scopri che qualche partita addietro, i pochi giornalisti che avevano fatto notare al ct che le tre punte erano poco funzionali agli uomini a disposizione avevano ricevuto una risposta non esattamente garbata, ma fa nulla. Poi ci sarebbero le interviste degli azzurri, che certamenete non hanno aiutato a spostare l’attenzione sulla Nazionale e sul suo modo di giocare, ma in ogni caso mi sento di dare a Lippi tutta la ragione del mondo.

Ha talmente ragione che anche questo blog si adeguerà e sin dal prossimo post sarà dato più spazio al calcio giocato, alla tattica, ai moduli e alla tecnica a discapito di polemiche, pettegolezzi o discorsi da bar.

Bravo ancora Marcello, finalmente.

Scambio di ruoli?

Questa volta sto con Mourinho, non ci sono dubbi. Non amo la sua ossessiva tendenza alla polemica e alle strumentalizzazioni, ma questa volta è stato impeccabile. Ha fatto un solo boccone dell’espertissimo Cannavaro senza nemmeno doversi presentare al cospetto di una telecamera. Ed era normale che potesse finire così, perché questa volta il capitano della Nazionale è andato clamorosamente a vuoto: ha detto una fesseria, l’ha detta con colpevole leggerezza e dal posto peggiore che potesse scegliere.

Ma c’è dell’altro. Prendo spunto da questo articolo di Franco Rossi, tratto dal suo sito, dove si analizza un aspetto interessante della vicenda. Nelle recenti dichiarazioni di ogni juventino non manca mai l’Inter, che sia per la domanda di un giornalista o per libera scelta. Che ci si trovi a Coverciano, a Vinovo, all’Olimpico di Torino, nella sede della Lega Calcio, al mare, in montagna, in piedi, seduti o distesi la si finisce sempre a parlare dell’Inter. A ribadire che la Juve c’è, che sebbene l’Inter sia una corazzata sarà il campo ad eleggere la più forte, che Calciopoli è stata ingiusta, che gli scudetti vinti sul campo restano tali, che chi non ha italiani in rosa dovrebbe vergognarsi, che è facile fare la squadra con i soldi che ha Moratti, che Mourinho è più bravo a parole che con i fatti. Accade sempre, ad ogni intervista, con una regolarità sorprendente e da parte di quasi tutti i membri del mondo Juve, eccezion fatta forse per Ferrara.

Non so se, come scrive Rossi, si tratti di complesso di inferiorità, ma certamente tra mille parole dette, può accadere che ne escano di poco felici, come quelle di Cannavaro. Un tempo la Juve parlava solo sul campo, non faceva come l’Inter.

giovedì 3 settembre 2009

conSENSI...

Nello stesso momento nel quale Pradè si assicura i fenomeni Lobont e Zamblera, Spalletti saluta tutti e ringrazia. Nello stesso momento nel quale la Sensi si dichiara sorpresa per il clamoroso addio, Unicredit fa pressione su Italpetroli affinché risolva il “problemino” dell’ormai famoso debito.

Di cosa si stupisce la Sensi? Di essere sempre più sola? Di non trovare più nessuno che sacrifichi la propria carriera al perseguimento di questo bizzarro e fumoso progetto gestionale? Oppure si stupisce nel realizzare che il mondo giallorosso si sta sfaldando, mentre dietro le tende del suo salotto si giocano interminabili partite che con lo sport non hanno nulla a che fare? Troppa nebbia in questa Roma….

Ranieri è stato ettichettato uomo giusto, al momento giusto e nel posto giusto, che considerato il contesto vorrebbe dire che non c’era altra scelta possibile. Mazzarri sarebbe stata una scommessa troppo grande per questa Roma, Mancini era fuori badget, Delio Rossi aveva un passato ingombrante, stesso discorso per Mihajlovic con in più l’aggravante della scarsa esperienza. Mi pare chiaro di come non si sia trattato dell’avvento di un predestinato, come ha cercato invano di spiegare qualcuno in conferenza stampa, ma tutt’altro.

Detto questo, Ranieri è ottimo per questa Roma. Lontano dalle correnti d’alta quota offre delle garanzie, è quel tipo di allenatore che sa ricostruire, guidare, tranquillizzare, che bada al sodo e che ha le spalle larghe. Un pragmatico, uno che "prima cosa, non prenderle", ossia l’antitesi di Spalletti. In bocca al lupo, se lo merita lui e se lo merita la Roma sportiva.

A Lippi e al suo anacronistico calcio senza fantasia va tutto il mio rispetto.

martedì 1 settembre 2009

Tempo di pagelle

GENOA 8: spesi 72 mln, ricavi 37 mln = - 35 milioni

Vende quasi tutti i suoi gioielli a cifre interessanti, poi puntella ogni ruolo con giocatori di qualità. Zapater sarà il tormentone della prossima estate, Palacio è un talento puro, Crespo una certezza. Gasperini ha fatto bene a restare, perchè questo è un club che vuole crescere e uno dei pochi che sembra veramente sapere come si fa.
All.: Gasperini (confermato)
Acquisti: Palacio (a. Boca Juniors) 5 milioni; Floccari (a, Atalanta), 12 milioni; Crespo (a, Inter); Bolzoni (c, Inter), 0,5 milioni; Kharja (c, Siena) 3,5 milioni; Tomovic (d, Stella Rossa Belgrado), 2 milioni; Borghese (d, Alghero); Renzetti (d, Albinoleffe); Figueroa (a, Boca Juniors) fine prestito; Fabiano (c, Celta) fine prestito; Moretti (d, Valencia); Ragusa (a, Treviso); Marchiori (c, Treviso); Esposito (d, Lecce); Amelia (p, Palermo), Fatic (d, Salernitana), Zapater (c, Real Saragozza) 4,5 milioni
Cessioni: Milito (a, Inter), 22 milioni; Thiago Motta (c, Inter), 13 milioni, Paro (c, Bari), Ferrari (d, Besiktas); Rubinho (p, Palermo), Troest (d, Recreativo Huelva); Vanden Borre (c, Portsmouth)

INTER 8: spesi 64 mln, ricavi 101 mln = + 37 milioni

La cessione di Ibra è stato l’affare del decennio, in termini economici e di contropartita tecnica. Maxwell non faceva la differenza e andava in scadenza. La rosa è numericamente più snella e decisamente più equilibrata. Tasso tecnico nettamente aumentato e età media in ribasso. I sei acquisti di punta sono mirati e di spessore assoluto, quanto mai azzeccati. Se tutto andrà bene Arnautovic si rivelerà un colpo da paura.

All.: Mourinho (confermato)
Acquisti: Milito (a, Genoa), 22 milioni; Thiago Motta (c, Genoa), 13 milioni; Siligardi (a, Piacenza) fine prestito; Quaresma (c, Chelsea) fine prestito; Litteri (a, Slavia Praga); Lombardo (c, Legnano); Marino (d, Samb); Suazo (a, Benfica) fine prestito; Pedrelli (c, Treviso) fine prestito; Alibec (a, Farul Costanza); Kerlon (c, Chievo) fine prestito; Lucio (d, Bayern Monaco), 5 milioni; Eto'o (a, Barcellona), 25 milioni; Arnautovic (a, Twente) prestito, Snejider (c, Real Madrid) 15 milioni
Cessioni: Crespo (a, Genoa), svincolato; Bolzoni (c, Genoa) 0,5 milioni; Acquafresca (a, Atalanta); Figo (c, fine carriera), Biabiany (a, Parma); Jimenez (c, West Ham), Cruz (a, svincolato); Ibrahimovic (a, Barcellona), 70 milioni; Maxwell (d, Barcellona), 5 milioni; Napoli (a, Modena), prestito; Burdisso (d, Roma) prestito, Obinna (a, Malaga) prestito, Daminuta (d, Modena), Napoli (a, Modena), Rivas (d, Livorno) prestito

JUVENTUS 8: spesi 52 mln, ricavi 15 mln = - 37 milioni

Ranieri è stato vittima di una confusione che poi a Giugno è finalmente scomparsa. Diego sarà il migliore giocatore del campionato appena iniziato, Melo vale meno di quanto è stato pagato, ma serviva, eccome. Grosso non mi convince, Cannavaro ha senso solo in funzione del suo prezzo. L’Inter è ancora avanti, ma finalmente ci siamo.

All.: Ferrara (confermato)
Acquisti: Diego (c, Werder Brema), 24,5 milioni; F.Cannavaro (d, Real Madrid), svincolato; Almiron (c, Fiorentina) fine prestito; Felipe Melo (c, Fiorentina) 20,5 milioni, Caceres (d, Barcellona) prestito, Grosso (d, difensore) 3 milioni
Cessioni Nedved (c, fine carriera); Knezevic (d, Livorno) fine prestito; Mellberg (d, Olympiacos) 2,5 milioni, Marchionni (c, Fiorentina) 4,5 milioni; Ekdal (c, Siena), prestito; C. Zanetti (c, Fiorentina) 2 milioni; Almiron (c, Bari) prestito, Yago (c, Bari) prestito, Daud (a, Crotone) prestito


NAPOLI 8: spesi 56 mln, ricavi 8 mln = - 48 milioni

Il mercato dovrebbe servire per migliorarsi, finalmente a Napoli hanno capito. Quagliarella è un big pagato come uno dei tanti, Cigarini tra un anno lo vorranno tutte: vanno entrambi sotto la voce grandi affari. De Sanctis mancava, Campagnaro da più tranquillità rispetto allo svagato Santacroce. Se poi pensiamo che sono rimasti Lavezzi e Hamsik allora a Donadoni non sono concessi alibi, ossia dovrà essere Europa.
All.: Donadoni (confermato)
Acquisti: Quagliarella (a, Udinese) 16 milioni; Cigarini (c, Atalanta) 11 milioni; Bucchi (a, Ascoli) fine prestito; De Zerbi (a, Avellino) fine prestito; Rullo (d, Triestina) fine prestito; Campagnaro (d, Sampdoria); De Sanctis (p, Galatasaray); Zuniga (d, Siena); Hoffer (a, Rapid Vienna);

Cessioni: Russotto (a, Bellinzona) fine prestito; Mannini (c, Sampdoria), Vitale (d, Livorno), Zalayeta (a, Bologna), Dalla Bona (c, I. Salonicco), Navarro (p, River Plate), Amodio (c, Anorthosis), Blasi (c, Napoli)

PARMA 7,5: spesi 13.5 mln, ricavi 14.5 mln = + 1 milione

Ho un debole per questo progetto e profonda ammirazione per Leonardi e Guidolin, tranne quando ha la lacrima facile. Panucci guiderà i giovani alla prima stagione in A, Galloppa è già ottimo ma ha un ulteriore margine, altrove Zaccardo era sopravvalutato, Dzemaili dovrà fare veramente bene per quanto ha fatto parlare di se, quando Bojinov ha voglia è uno di categoria superiore. Aver tenuto Paloschi non ha prezzo.

All.: Guidolin (confermato)
Acquisti: Fontanello (d, Tigre), 1 milione; Galloppa (c, Siena); M. Coppola (c, Siena); Biabiany (a, Modena); Cordova (c, Grosseto); Dal Sole (c, Carpenedolo); Lebran (d, Venezia); Mandorlini (c, Foligno); Moretti (c, Varese); Savi (c, Spal), Dellafiore (d, Torino); Lanzafame (a, Bari); Mirante (p, Sampdoria), Paponi (a, Rimini), Bojinov (a, Manchester City) prestito; Panucci (d, svincolato), Zaccardo (d, Wolfsburg), Amoruso (a, Torino), Dzemaili (c, Parma) prestito oneroso 1 milione
Cessioni: Pegolo (p, Siena) 2 milioni; Reginaldo (a, Siena); Pambianchi (d, Pergocrema), Troest (d, Genoa); C.Lucarelli (a, Livorno); M.Rossi (d, Sampdoria), Vantaggiato (a, Torino) prestito

PALERMO 7: spesi 14 mln, ricavi 5 mln = - 9 milioni

Zenga per Ballardini ci stà, Amelia non verrà rimpianto perché Rubinho è più affidabile, quando Pastore si sbloccherà farà il botto. Sono rimasti i pilastri e questa è la migliore delle notizie.

All.: Zenga (nuovo)
Acquisti: Bertolo (c, Boca Juniors) 3,6 milioni; Agliardi (p, Rimini) fine prestito; Sirigu (p, Ancona) fine prestito; Terranova (d, Livorno) fine prestito; Pastore (c, Huracan); Polito (c, Vibonese); Cani (a, Ascoli); Brichetto (p, Novara), Rubinho (p, Genoa), Goian (d, Steaua Bucarest), Laribi (c, Fulham), Melinte (d, Dinamo Bucarest), Blasi (c, Napoli)
Cessioni: Fontana (p, Bari), svincolato, Savini (d, Paok Salonicco); Guana (c, Bologna); Ujkani (p, Novara), Amelia (p, Palermo), Terranova (d, Lecce)

SAMPDORIA 7: spesi 12 mln, ricavi 8.5 mln = - 3,5 milioni

Solo l’aver tenuto Cassano, Pazzini, Palombo e Castellazzi pone le basi per un ottimo progetto. Zauri, Mannini e Semioli sono senza discussione made in Del Neri e questa è la dimostrazione che si lavora con serietà e competenza.

All.: Delneri (nuovo)
Acquisti: Poli (c, Sassuolo) fine prestito; Volta (d, Vicenza) fine prestito; Rossini (d, Cittadella) fine prestito; Bonazzoli (a, Fiorentina) fine prestito; Mannini (c, Napoli); Bonanni (c, Grosseto) fine prestito; Bianco (d, Empoli); Romeo (a, Cavese); Zauri (d, Fiorentina); Tissone (c, Udinese); M. Rossi (d, Parma); Cacciatore (d, Triestina); Guardalben (p, Treviso), Semioli (c, Fiorentina) 5 milioni, Foti (a, Treviso), Pozzi (a, Empoli) prestito
Cessioni: M. Da Costa (d, Fiorentina), fine prestito; Raggi (d, Palermo) fine prestito; Campagnaro (d, Napoli); Pieri (c, Livorno); Lanzoni (d, Mantova); Mirante (p, Parma) 2 milioni; Pieri (c, Livorno); Mustacchio (a, Sassuolo), Rossini (a, Sassuolo), Delvecchio (c, Catania); Sammarco (c. Udinese), Bottinelli (d, San Lorenzo), Marilungo (a, Lecce) prestito, Dessena (c, Sampdoria), Fornaroli (a, Recreativo Huelva) prestito

ATALANTA 7: spesi 12.5 mln, ricavati 17,5 mln = + 5 milioni

Vendere era obbligatorio viste le cifre in ballo, ma il mercato in entrata ha garantito sostituti di prospettiva a prezzi di saldo. Gregucci mi intriga, non poteva capitare in una piazza migliore. Sarà dura come sempre, ma a Bergamo ci sanno davvero fare.

All.: Gregucci (nuovo)
Acquisti: Tiribocchi (a, Lecce), 2,8 milioni; Bianco (d, Cagliari), svincolato; Acquafresca (a, Cagliari); Cia (c, Alto Adige); Madonna (c, Albinoleffe); Zagari (c, Carpenedolo), Barreto (c, Reggina), Caserta (c, Lecce); Arrigoni (c, Mezzocorona); Marconi (c, Grosseto), Layun (c, Veracruz), Cernic (a, Aluminij), Ceravolo (a, Reggina)
Cessioni: Floccari (a, Genoa), 12 milioni; Cigarini (c, Napoli), 11 milioni; De Ascentis (c, svincolato); Parravicini (c, Siena), Plasmati (a, Catania) fine prestito; Cerci (c, Roma) fine prestito; Defendi (a, Lecce), Forsyth (p, Allianz Lima), D'Agostino (c, svincolato), Capelli (d, Reggina)

BARI 6,5: spesi7 mln, ricavi 0 mln = - 7 milioni

La telenovela Conte e il cambio di proprietà hanno un po’ frenato un mercato che in ogni caso ha garantito un paio di nomi interessanti come Almiron, Alvarez e Donati. Mantenere Guberti era un lusso, infatti…

All.: Ventura (nuovo)
Acquisti: Lamberti (p, Sapri) svincolato; Alvarez (c, Pisa) 2 milioni; Carobbio (d, Albinoleffe), svincolato, Langella (c, Chievo); Belmonte (d, Siena), Meggiorini (a, Cittadella), Bonucci (d, Pisa), Paro (c, Genoa); Koman (c, Avellino); Statella (c, Benevento) fine prestito; Piccinni (c, Noicattaro); Greco (a, Pisa); Padelli (p, Avellino); Allegretti (c, Triestina); Almiron (c, Juventus) prestito, Pepe (d, Avellino), Sforzini (a, Avellino), Antonelli (c, Triestina), Yago (c, Juventus) prestito, Diamoutene (d, Lecce) prestito, Donati (c, Celtic), Lamberti (p, Sarpi), Visconi (a, Avellino)
Cessioni: Lanzafame (a, Parma); Bianco (d, Modena); Guberti (c, Roma); Doumbia (c, Eupen); Statella (c, Salernitana); Galasso (c, Salernitana); Santoni (p, Ravenna); Caputo (a, Salernitana); Esposito (d, Mantova), Bonomi (d, Perugia)

LAZIO 6,5: spesi 28 mln, ricavi 12 mln = - 16 milioni

La questione dei dissidenti non mi convince appieno, perlomeno nei modi. Cruz è un grande colpo, Ledesma servirà, Bizzarri starà maledicendo Muslera, manca un centrale difensivo che possa far esplodere definitivamente Diakité. Ballardini è il colpo migliore e se ne farà una ragione chi ritiene marginale il ruolo degli allenatori.
All.: Ballardini (nuovo)
Acquisti: Bizzarri (p, Catania), svincolato; Eliseu (c, Malaga); Berni (p, Salernitana) fine prestito; Bonetto (d, Livorno) fine prestito; Scaloni (d, Maiorca) fine prestito; Stendardo (d, Lecce) fine prestito; Baronio (c, Brescia) fine prestito; Correa (c, Pro Patria) fine prestito; Firmani (c, Al Wasl) fine prestito; Makinwa (a, Chievo) fine prestito; Cruz (a, svincolato), Eliseu (d, Malaga)
Cessioni Carrizo, (p, Saragozza), Tuia (d, Monza), Artipoli (d, Pescina), Rozehnal (d, Amburgo) 4,7 milioni; De Silvestri (d, Fiorentina), 6 milioni, Kozak (a, Brescia)

FIORENTINA 6+: spesi 17 mln, ricavi 45 mln = + 28 milioni

Vado controcorrente e appoggio in pieno l’affare Melo, troppi i soldi in ballo per fare altrimenti. Parte anche Kuzmanovic e certamente il solo Zanetti non basta a puntellare un centrocampo che appare lento e con poche idee, specie se Montolivo sarà ancora costretto in un ruolo che non gli appartiene. Manca anche un compagno di ruolo per Gamberini, uno degno della Champions. Bene Marchionni.
All.: Prandelli (confermato)
Acquisti: Di Tacchio (c, Ascoli); Acosty (a, Reggiana); Arati (c, Reggiana); Marchionni (c, Juventus) 4,5 milioni; Natali (d, Torino) 2,4 milioni; Scuffia (p, Maceratese); Castillo (a, Lecce); C. Zanetti (c, Juventus), 2,5 milioni; De Silvestri (d, Lazio) 6 milioni, Savio (c, West Ham),
Cessioni: Zauri (d, Lazio) fine prestito; Bonazzoli (a, Reggina) fine prestito; Storari (p, Milan) fine prestito; Almiron (c, Juventus) fine prestito; Lupoli (a, Ascoli); Felipe Melo (c, Juventus) 20,5 milioni; Mazuch (d, Anderlecht) prestito; Felipe Melo (c, Juventus); A. Da Costa (d, Eupen), Semioli (c, Sampdoria), Alex (d, Eupen), Diakhitè (c, Eupen), Jefferson (a, Frosinone), M. Da Costa (d, West Ham), Maritato (a, Gallipoli), Tagliani (d, Gallipoli), Zauri (d, Sampdoria), Kuzmanovic (c, Stoccarda) 8 milioni

LIVORNO 6: spesi 4 mln, ricavi 7 mln = + 3 milioni

Lucarelli e Rivas potrebbero anche non bastare, Marchini non convince, il sacrificio Diamanti era inevitabile. L’impressione è che le carenze maggiori provengano dalla guida tecnica. Candreva farà faville.
All. Ruotolo (Vittorio Russo)

Acquisti: Knezevic (d, Juventus) fine prestito, Raimondi (c, Vicenza); Pieri (c, Sampdoria); Diniz (d, Crotone); Marchini (c, Triestina); C.Lucarelli (a, Parma); Dionisi (a, Celano); Benussi (p, Lecce); Vitale (d, Napoli), Moro (c, Empoli), Marchini (c, Bologna), Mozart (c, Palmeiras), Raimondi (d, Vicenza), Rivas (d, Inter) prestito

Cessioni: Bonetto (d, Lazio) fine prestito; Rossini (a, svincolato); Terranova (d, Palermo) fine prestito; Rosi (d, Roma) fine prestito; Volpe (c, Triestina); Migliorini (c, Spal); Mazzoni (p, Arezzo), Paulinho (a, Sorrento); Emanuele Filippini (c, svincolato); Loviso (c, Torino); Diamanti (a, West Ham), 10 milioni, Rizza (d, Arezzo); Terranova (d, Lecce)


BOLOGNA 6: spesi 11.5 mln, ricavi 0,5 mln = - 11 milioni

Come a Bari la società è parsa impegnata in ben altre situazioni, nessuna delle quali chiara. L’idea è che manchi anche quest’anno un progetto serio e a lungo termine. Spiccano i nomi di Viviano e Zalayeta, gli altri sono tutti epurati di altre società.
All.: Papadopulo (confermato)
Acquisti: Della Rocca (a, Sassuolo) fine prestito; Coda (a, Cremonese); Raggi (d, Sampdoria); Gia. Tedesco (c, Catania); Guana (c, Palermo); Viviano (p, Brescia); Vigiani (c, Reggina); Portanova (d, Siena); Zalayeta (a, Napoli), Santos (d, Atletico Parananense), Gimenez (a, River Plate Montevideo), Chevanton (a, Siviglia)

Cessioni: Antonioli (p, Cesena); Castellini (d, svincolato); Belleri (d, svincolato); Cesar (c, svincolato); Rodriguez (c, svincolato); Amoroso (c, Ascoli); Confalone (c, svincolato); Marchini (c, Livorno); Volpi (c, Reggina); Terzi (d, Siena), Coelho (c, svincolato), Carrus (c, Mantova), Bernacci (a, Ascoli), Coda (c, Cremonese), Paonessa (c, Vicenza)

CAGLIARI 5,5: spesi 14.5 mln, ricavi 1.5 mln = - 13 milioni

Cellino ci ha abituati a pescare illustri sconosciuti da rivendere a cifre importanti, ma l’impressione è che ripetere il miracolo della passata stagione sarà davvero difficile. Barone può essere un gran bel colpo, Nenè la scommessa da vincere, Larrivey il peso, Ariaudo il rimpianto. Speriamo bene.

All.: Allegri (confermato)
Acquisti: Nenè (a, Nacional); Larrivey (a, Velez Sarsfield), fine prestito; Marzoratti (d, Empoli); Barone (c, Torino), Brkljaca (c, Hajduk Spalato), Dessena (c, Sampdoria)

Cessioni: Bianco (d, Atalanta); Acquafresca (a, Atalanta); Magliocchetti (d, Triestina); Fini (c, Siena); Mancosu (c, Empoli); Matheu (d, Independiente)

SIENA 5,5: spesi 15 mln, ricavi 20 mln = + 5 milioni

Venduti i gioielli sono arrivate solo bigiotteria e delle scommesse che in zona salvezza possono costare care. Paolucci ed Ekdal hanno stoffa, ma ogni speranza è riposta ancora una volta in mister Giampaolo, uno di quelli che insegna calcio e che viene messo troppo spesso in discussione.

All.: Giampaolo (confermato)
Acquisti: Jajalo (d, Slaven Belupo), 2 milioni; Garofalo (d, Grosseto) svincolato, Genevier (c, Pisa) svincolato; Pegolo (p, Parma), 2 milioni; Parravicini (c, Atalanta); Filipe (c, Roma), Paolucci (a, Catania); Reginaldo (a, Parma); Ghomsi (d, Avellino); Ekdal (c, Juventus); Lineker (a, Treviso); Fini (c, Cagliari); Corvia (a, Empoli); Terzi (d, Bologna), Rosi (d, Roma)
Cessioni: Eleftheropoulos (p), rescissione contratto; Kharja (c, Genoa), 3,5 milioni; Barusso (c, Roma) fine prestito; Frick (a, San Gallo); Amoruso (a, Parma); Manitta (p, svincolato); Galloppa (c, Parma); Zuniga (d, Napoli); M. Coppola (c, Parma); Belmonte (d, Bari); Del Prete (d, Frosinone); Packer (c, Ravenna); Zito (c, Crotone); Portanova (d, Bologna)

UDINESE 5,5: spesi 12 mln, ricavi 40 mln = + 28 milioni.

Lla storia del mercato dei bianconeri è così: acquisti di semi sconosciuti che poi saranno rivenduti a peso d’oro. Quest’anno abbiamo visto la seconda delle due fasi. Sarà una stagione di maturazione per alcuni giovani di belle speranze, Marino non mi ha mai convinto.

All.: Marino (confermato)
Acquisti: Corradi (a, Reggina) svincolato; Orellana (a, Audax Italiano), 2,3 milioni; Alemao (a, Santos); Romero (c, Albacete); Morosini (c, Vicenza), Cuadrado (d, Medellin); Matute (c, Arezzo); Leandro Caruso (a, Godoy Cruz), Rossini (d, Samp); Lazzari (c, Grosseto); Romo, p (Llaneros); Siqueira (c, Ancona); Surraco (a, Ancona); Sammarco (c, Sampdoria); Lodi (c, Empoli)
Cessioni: Quagliarella (a, Napoli), 16 milioni; Sala (d, svincolato); Zimling (c, Odense), Nef (d, Triestina) prestito; Mattila (c, Ascoli), Tissone (c, Sampdoria) comproprietà 1,2 milioni; Matute (c, Cesena), prestito; Mustacchio (a, Ancona), Sala (d, Albinoleffe), Morosini (c, Reggina)

CATANIA 5,5: spesi 11.5 mln, ricavi 1 mln = - 10,5 milioni

L’impressione è quella di un mercato al risparmio, che in uscita ha portato alle partenze di Zenga e Bizzarri, mentre in entrata è stato Andujar il colpo più interessante.

All.: Atzori (nuovo)

Acquisti: Barrientos (c, Fc Mosca) 4 milioni, Campagnolo (p, Reggina) svincolato; Augustyn (c, Rimini), 1 milione; Plasmati (a, Atalanta) fine prestito; Bellusci (d, Ascoli); Andujar (p, Estudiantes); Catellani (a, Modena), Delvecchio (c, Sampdoria); Bica (d, Vibonese); Di Fatta (d, Pistoiese); Iannelli (a, Catanzaro); Profeta (c, Cosenza); Spolli (d, Newell's Old Boys); Bortel (d, Manfredonia); Mezavilla (c, Perugia); Ricchiuti (c, Rimini), Mezavilla (c, Perugia), Pesce (c, Ascoli), Marchese (d, Chievo)
Cessioni: Bizzarri (p, Lazio), svincolato; Paolucci (a, Siena); Acerbis (p, Grosseto) fine prestito; Stovini (d, svincolato); Spinesi (a, svincolato); Silvestri (d, svincolato); Baiocco (c, Brescia); Gia. Tedesco (c, Bologna); Dica (c, Iraklis); Antenucci (Ascoli), Ioime (p, Spal), Sardo (d, Chievo)

CHIEVO 5,5: spesi 2.5 mln, ricavi 0.5 mln = - 2 milioni

Il voto è basso, ma la fiducia che deriva dalla storica competenza della dirigenza veronese è d’obbligo. In definitiva non si è perso alcun pezzo forte della passata stagione, ma sicuramente Di Carlo avrebbe gradito un buon centrocampista centrale e un centrale di difesa di spessore.
All.: Di Carlo (confermato)
Acquisti: Girardi (a, Verona) fine prestito; D'Anna (c, Pisa) fine prestito; Gasparetto (a, Pisa) fine prestito; Granoche (a, Triestina); Parolo (c, Verona); Moracci (d, Verona); Antonazzo (d, Frosinone); Fatic (d, Salernitana); Oliveira (c, Cittadella); Rickler (d, Piacenza); Marchese (d, Salernitana); Ariatti (c, Lecce), Iori (c, Cittadella), Dimas (a, Sanbonifacese), Piccolo (d, Empoli), Sardo (d, Catania)
Cessioni: M. Esposito (a, Roma) fine prestito; Makinwa (a, Lazio) fine prestito; Langella (c, Bari); Sardo (d, Catania) fine prestito; Di Donato (d, Vicenza); Italiano (c, Padova); Burato (c, Verona); Kerlon (c, Inter), fine prestito, Cesar (d, Padova); Dimas (a, Monza), Iunco (a, Cittadella) prestito, Antonazzo (d, Empoli), Marchese (d, Catania)

MILAN 4: spesi 30 mln, ricavi 85 mln = + 55 milioni

La cessione di Kaka era decisa da mesi, c’era tutto il tempo per correre ai ripari senza doversi per forza svenare. Silva e Huntelaar sono colpi interessanti, Onyewu no. Manca un punto di riferimento, quello che Ronaldinho non sarà più. Leonardo non è un allenatore, sebbene troppi - ad iniziare da se stesso - siano convinti del contrario. Ho come l’impressione che sarà il primo a pagare. Di tutti i portieri solo Abbiati è da Champions e le fasce sono un disastro. Ci sono dei giovani interessanti, ma scommetto che non avranno troppo spazio. I tifosi non meritavano tutte le bugie che sono stati costretti a sentire.
All.: Leonardo (nuovo)
Acquisti: Oddo (d, Bayern), fine prestito; Storari (p, Fiorentina) fine prestito; Abate (c, Torino); Zigoni (a, Treviso), Di Gennaro (c, Reggina), Beretta (a, Albinoleffe); Onyewu (d, Standard Liegi), svincolato; Digao (d, Standard Liegi); Thiago Silva (d, Fluminense); Huntelaar (a, Real Madrid), 15 milioni; Roma (p, Monaco)
Cessioni: Kakà (c, Real Madrid) 65 milioni; Shevchenko (a, Chelsea), fine prestito; Maldini (d, fine carriera); Senderos (d, Arsenal), fine prestito; Mattioni (d, Maiorca); Emerson (c, Santos); Beckham (c, Los Angeles Galaxy) fine prestito; Darmian (d, Padova) prestito, W. Aubameyang (a, Kas Eupen), Kalac (p, svincolato), Viudez (c, svincolato) Cardacio (a, svincolato), Digao (d, Lecce) prestito

ROMA 0: spesi 3.5 mln, ricavi 21.5 mln = + 18 milioni

Mercato? I Sensi devono aver avuto di meglio da fare. Prima poi dovranno spiegare cosa e, spero per loro, solo ai tifosi. Spalletti ha mollato, Ranieri è nella sua giusta dimensione, la Juve da primato era troppo. La cessione di Aquilani è stata un delitto.
All.:
Ranieri (nuovo)
Acquisti: Andreolli (d, Sassuolo) fine prestito; Antunes (d, Lecce) fine prestito; Cerci (a, Atalanta) fine prestito; Faty (c, Nantes) fine prestito; Okaka (a, Brescia) fine prestito; Rosi (d, Livorno) fine prestito; M. Esposito (a, Chievo) fine prestito; Barusso (c, Siena) fine prestito; Guberti (c, Bari), svincolato; Virga (c, Novara) fine prestito, Burdisso (d, Inter) prestito, Lobont (p, Dinamo Bucarest) prestito, Zamblera (a, Newcastle) prestito
Cessioni:
Diamoutene (d, Lecce) fine prestito; Panucci (d, Parma), Filipe (c, Siena), Montella (a, fine carriera); D'Alessandro (a, Grosseto), prestito; Loria (d, Torino) prestito; Aquilani (c, Liverpool) 20 milioni, Crescenzi (c, Grosseto) prestito, Brosco (d, Triestina), Lanni (p, Grosseto)