Nello stesso momento nel quale Pradè si assicura i fenomeni Lobont e Zamblera, Spalletti saluta tutti e ringrazia. Nello stesso momento nel quale la Sensi si dichiara sorpresa per il clamoroso addio, Unicredit fa pressione su Italpetroli affinché risolva il “problemino” dell’ormai famoso debito.
Di cosa si stupisce la Sensi? Di essere sempre più sola? Di non trovare più nessuno che sacrifichi la propria carriera al perseguimento di questo bizzarro e fumoso progetto gestionale? Oppure si stupisce nel realizzare che il mondo giallorosso si sta sfaldando, mentre dietro le tende del suo salotto si giocano interminabili partite che con lo sport non hanno nulla a che fare? Troppa nebbia in questa Roma….

Ranieri è stato ettichettato uomo giusto, al momento giusto e nel posto giusto, che considerato il contesto vorrebbe dire che non c’era altra scelta possibile. Mazzarri sarebbe stata una scommessa troppo grande per questa Roma, Mancini era fuori badget, Delio Rossi aveva un passato ingombrante, stesso discorso per Mihajlovic con in più l’aggravante della scarsa esperienza. Mi pare chiaro di come non si sia trattato dell’avvento di un predestinato, come ha cercato invano di spiegare qualcuno in conferenza stampa, ma tutt’altro.
Detto questo, Ranieri è ottimo per questa Roma. Lontano dalle correnti d’alta quota offre delle garanzie, è quel tipo di allenatore che sa ricostruire, guidare, tranquillizzare, che bada al sodo e che ha le spalle larghe. Un pragmatico, uno che "prima cosa, non prenderle", ossia l’antitesi di Spalletti. In bocca al lupo, se lo merita lui e se lo merita la Roma sportiva.
A Lippi e al suo anacronistico calcio senza fantasia va tutto il mio rispetto.


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