venerdì 4 settembre 2009

Scambio di ruoli?

Questa volta sto con Mourinho, non ci sono dubbi. Non amo la sua ossessiva tendenza alla polemica e alle strumentalizzazioni, ma questa volta è stato impeccabile. Ha fatto un solo boccone dell’espertissimo Cannavaro senza nemmeno doversi presentare al cospetto di una telecamera. Ed era normale che potesse finire così, perché questa volta il capitano della Nazionale è andato clamorosamente a vuoto: ha detto una fesseria, l’ha detta con colpevole leggerezza e dal posto peggiore che potesse scegliere.

Ma c’è dell’altro. Prendo spunto da questo articolo di Franco Rossi, tratto dal suo sito, dove si analizza un aspetto interessante della vicenda. Nelle recenti dichiarazioni di ogni juventino non manca mai l’Inter, che sia per la domanda di un giornalista o per libera scelta. Che ci si trovi a Coverciano, a Vinovo, all’Olimpico di Torino, nella sede della Lega Calcio, al mare, in montagna, in piedi, seduti o distesi la si finisce sempre a parlare dell’Inter. A ribadire che la Juve c’è, che sebbene l’Inter sia una corazzata sarà il campo ad eleggere la più forte, che Calciopoli è stata ingiusta, che gli scudetti vinti sul campo restano tali, che chi non ha italiani in rosa dovrebbe vergognarsi, che è facile fare la squadra con i soldi che ha Moratti, che Mourinho è più bravo a parole che con i fatti. Accade sempre, ad ogni intervista, con una regolarità sorprendente e da parte di quasi tutti i membri del mondo Juve, eccezion fatta forse per Ferrara.

Non so se, come scrive Rossi, si tratti di complesso di inferiorità, ma certamente tra mille parole dette, può accadere che ne escano di poco felici, come quelle di Cannavaro. Un tempo la Juve parlava solo sul campo, non faceva come l’Inter.

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