
Ma c’è dell’altro. Prendo spunto da questo articolo di Franco Rossi, tratto dal suo sito, dove si analizza un aspetto interessante della vicenda. Nelle recenti dichiarazioni di ogni juventino non manca mai l’Inter, che sia per la domanda di un giornalista o per libera scelta. Che ci si trovi a Coverciano, a Vinovo, all’Olimpico di Torino, nella sede della Lega Calcio, al mare, in montagna, in piedi, seduti o distesi la si finisce sempre a parlare dell’Inter. A ribadire che la Juve c’è, che sebbene l’Inter sia una corazzata sarà il campo ad eleggere la più forte, che Calciopoli è stata ingiusta, che gli scudetti vinti sul campo restano tali, che chi non ha italiani in rosa dovrebbe vergognarsi, che è facile fare la squadra con i soldi che ha Moratti, che Mourinho è più bravo a parole che con i fatti. Accade sempre, ad ogni intervista, con una regolarità sorprendente e da parte di quasi tutti i membri del mondo Juve, eccezion fatta forse per Ferrara.
Non so se, come scrive Rossi, si tratti di complesso di inferiorità, ma certamente tra mille parole dette, può accadere che ne escano di poco felici, come quelle di Cannavaro. Un tempo la Juve parlava solo sul campo, non faceva come l’Inter.


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