martedì 22 settembre 2009

La dura legge delle Coppe



Il Milan vince, ma non mi vengano a dire che ha giocato una bella partita. Il Milan non gioca una bella partita da molto tempo, oppure vuol dire che il concetto di bello non solo è oggettivo, ma svalutato. Anche la Juventus vince, ma lo deve unicamente a Buffon, non certo al suo gioco irresistibile che non si èancora visto. Poi c’è l’Inter, indecente in quel di Cagliari coem le capita spesso di essere, salvata dai miracoli di Milito e dagli errori dei sardi. Chiudiamo con Genoa e Fiorentina che si fanno asfaltare come non accadeva da tempo e con la Lazio, che contro le “piccole” sembra non averne voglia. Della serie, quanto è lontana Pechino, in tutti i sensi. Si salva solo la Roma, che di certo poteva solo migliorare rispetto alle sue recenti prestazioni. Il bilancio è presto stilato, delle sette italiane impegnate nelle coppe, i soli giallorossi hanno giocato una partita di livello, le altre hanno stentato o in ogni caso non hanno convinto e nel peggiore dei casi sono state sconfitte sonoramente. La formula empirica sarebbe quindi la seguente:

partita di coppa infrasettimanale = pessima partita domenicale.
Ci potrebbe stare e va da sé che gli impegni europei possano portare fatica e scarsa concentrazione, ma perché questo esperimento ripetuto a Madrid, Barcellona, Londra, Manchester, Monaco da spesso risultati opposti? Abbiamo bisogno di inventarci una scusa, oppure il problema è reale?

Potrebbe essere che le ragioni che portano le italiane a offrire scarse prestazioni in coppa, sono le stesse che poi le costringono a offrire spettacoli modesti alla ripresa del campionato? Cosa ne pensate?

P.S. 1 Galliani ha ragione quanto chiede più impegno in coppa (specie nella competizione inferiore) per evitare di perdere il quarto posto in Champions ad appannaggio della Germania, anche perché sa bene che raggiungere il quarto posto potrebbe essere complicato.In definitiva Lazio, Genoa e Roma dorebbero affrontare la Europa Cup mettendoci più impegno di quello che ci mise il Milan lo scorso anno.


P. S. 2 Moratti parla di razzismo, ma quella dei cagliaritani nei confronti di SuperMario miè sembrata solo paura e antipatia. Balotelli fa incazzare il pubblico avversario e a volte anche quello amico, solo che le reazioni sono esagerate e inopportune. Questo non vuol dire che non esista il problema razzismo negli stadi, quello c’è come nel resto del paese ed è anche grosso.

P. S. 3 Greguggi  ha lascia il posto a Conte, e chissà che Donadoni non lasci il proprio a Delio Rossi altrettanto a breve. La situazione di Bergamo non l’ho capita, mentre quella di Napoli è più chiara: c’è un casino generalizzato e diffuso, c’è tanto casino quanto talento insomma.

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